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apr 19 2019

PANE dael CIELO

Tre anni fa nacque un’idea da un creativo gruppo di giovani. Il gruppo in questione era quello dell’equipe ACR cremonese e l’esigenza quella di decidere come organizzare i ritiri quaresimali per i loro ragazzi. Forse nacque tutto più come una sfida: “Siccome la diocesi è molto vasta e suddividere le iniziative in diverse zone per renderle il più possibile accessibili è necessario, perché non organizzare un unico tipo di ritiro da proporre nelle varie zone e da fare nello stesso giorno in modo da sentirci un’unica comunità?”.

Trentasei mesi fa si tentò per la prima volta di proporre lo stesso ritiro, lo stesso giorno, nelle 5 zone del nostro territorio. Fu un successo.

Così si replicò l’esperimento anche l’anno dopo fino ad approdare ai giorni nostri.

Stiamo appunto parlando di quello che è successo domenica 31 marzo nelle varie zone della diocesi, coinvolgendo più di 450 ragazzi, senza contare tutte le persone che hanno partecipato per rendere l’evento realizzabile.

I luoghi in questione sono stati: l’oratorio di Fontanella per la zona 1, l’oratorio Sirino di Soresina per la zona 2, l’oratorio di San Sebastiano (Cremona) per le zone 3/4 (unite per questione di numeri e vicinanza) e l’oratorio di Breda Cisoni per la zona 5.

Qual è stato il tema proposto quest’anno?

Perfettamente spiegato dal titolo “Pane dæl cielo”, tutto il ritiro doveva ruotare attorno all’immagine del pane, portando avanti un costante confronto tra la manna data agli ebrei da Dio durante gli anni nel deserto, per l’appunto “pane dal cielo”, e il pane spezzato da Gesù durante l’ultima cena, “pane del cielo”, arrivando a vedere quindi il pane come Corpo di Cristo, dono di Dio per noi. L’obiettivo poi, in perfetto stile Azione Cattolica, era quello di riuscire a trasportare il succo di tutte le riflessioni ad un livello più personale: dove posso trovare questo “pane” nella mia vita, nella mia quotidianità? La conclusione era il riferimento al sacramento dell’Eucarestia a cui assistiamo ogni domenica in chiesa e che non può mai diventare una semplice abitudine.

Questa era la traccia fondamentale dell’esperienza e poi, rispettando la sacrosanta libertà di espressione e il diritto inviolabile alla creatività, il tutto è stato elaborato a piacere nei vari posti.

Costante, però, è stato lo schema della giornata: attività in mattinata, seguita dalla Santa Messa assecondando i ritmi della comunità ospitante, poi pranzo e pomeriggio con gioco. Il tutto si è concluso intorno alle 16:30 in tutte le zone.

A questo punto, però, si pone un interrogativo: “Come comunicare l’idea di questo essere comunità? Come trasmettere l’importanza di essere tutti insieme anche se separati da qualche chilometro?

Lo stratagemma trovato quest’anno è stato quello di un video girato singolarmente nei vari oratori (e successivamente montato uno dopo l’altro da un deus ex-machina) poi mostrato come conclusione del ritiro. Il montaggio mostra il passaggio di una pagnotta di pane per le mani di tutti i ragazzi partecipanti: all’inizio, in zona 1, è intera e passando di mano in mano, e da zona in zona, riduce le sue dimensioni, fino ad arrivare alla parte in zona 5 in cui è presente solo un quarto della pagnotta. Il significato sottostante è la condivisione di questo pane e della Parola di Dio con tutte le persone con cui entriamo in contatto nella vita quotidiana e non solo nei momenti in cui è “facile” essere buoni cristiani, facendo in modo di riuscire in quella faticosa missione affidata ad ognuno di noi di non essere terreni aridi, ma di portare frutto nel mondo nel migliore dei modi.

Noi giovani dell’equipe ACR cremonese siamo soddisfatti del successo che ha avuto la giornata nelle varie parti della diocesi e speranzosi di poter rendere queste iniziative momenti condivisi tra un numero sempre maggiore di ragazzi.